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Verso la fine dei lavori di costruzione della mia barca, una deriva di circa cinque metri disegnata da Dudley Dix e del relativo albero in legno visibile sul sito http://www.nautikit.com/Didi/lunica01.htm ho deciso di costruire anche le vele.La cosa era già stata pianificata fin dall’inizio dei lavori solo che allora, non avevo le idee molto chiare su come fare e che materiali utilizzare infatti, realizzare le vele già da subito con il Dracon, mi sembrava troppo azzardato.
In effetti la mia idea, era quella di utilizzare un materiale a basso costo per fare esperienza ed eventualmente confezionare più di una vela, in modo da poter fare delle comparazioni.
Così, grazie a questo materiale alternativo, parliamo appunto del Lankotex, ho deciso di incominciare, ripromettendomi che se fossi rimasto soddisfatto del risultato, successivamente, avrei realizzato le vele con il più nobile Dacron.
Il tipo di Lankotex da me scelto, viene venduto sul sito http://www.spraystore.it in teli delle misure di mt.4x3 e nella grammatura di 180 gr/mq.
Esiste anche un tipo un po’ più pesante, 270 gr/mq. ed è commercializzato sempre in teli, ma un pò più grandi e della misura di mt.6x3Diciamo subito che il fatto di essere confezionato piegato e non arrotolato, costituisce a mio avviso, l’unico problema per questo tipo di utilizzo, infatti risulta difficile da stendere su un piano, senza eliminare completamente le pieghe.
Ma d’altronde, come ho già detto, abbiamo a che fare con un materiale alternativo ed a basso costo, quindi bisogna anche un po’ adattarsi alle sue caratteristiche.Ma veniamo a noi……
Dopo aver acquistato sempre sul sito della Spraystore la dispensa di Paul Fischer “Costruire da sé le vele per la propria barca” ed il libro di Emiliano Marino “Sailmaker’s Apprentice” , quest’ultimo a mio avviso è una vera e propria bibbia per chi vuole costruirsi le vele da solo.
L’unica pecca è che è scritto in inglese, ma per contro è pieno di disegni molto esplicativi e benfatti, soprattutto per quanto riguarda la realizzazione delle rifiniture.
Inoltre dopo aver navigato su Internet per parecchio tempo, scaricando quanto più materiale possibile, inerente appunto alla costruzione ed al disegno delle vele ho iniziato la mia esperienza di “velaio”.
Il disegno
Tramite Sailcut4, che per chi non lo sapesse è un programmino semplice…semplice, ma molto efficace per disegnare randa e fiocco e che si può scaricare gratis da Internet sul sito http://www.sailcut.com ho incominciato appunto a disegnare la randa, mettendo dentro a questo programma un po’ di numeri che avevo precedentemente rilevato dal mio albero, montato sulla barca.
Per rilevare le misure, ho seguito le indicazioni scritte sul libro di E. Marino e cioè: ho legato al grillo della drizza della randa una fettuccia metrica, (quelle da 20 mt. utilizzate dai geometri) quindi issandola ho potuto misurare con precisione l’altezza dell’infieritura, dalla penna, fino al punto di mura.
Con lo stesso sistema e sempre con la fettuccia attaccata alla drizza ho misurato anche la diagonale, cioè la misura che partendo dalla penna, arriva in linea retta fino all’angolo di bugna, posto all’estremità esterna del boma ed infine, ho misurato la base, che va dall’angolo di mura all’angolo di bugna.
Questi sono i dati che ho rilevato:
Per l’infieritura 5000 mm.
Per la diagonale 5420 mm.
Per la base 2339 mm.
Quindi, le misure che vedete riportate nella tabella a fianco, non si riferiscono alla mia vela.
A questo punto, possiamo iniziare a “disegnare” la vela con Sailcut4.
Dopo aver selezionato la lingua che meglio conosciamo, tra il francese e l’ inglese, apriamo il programma ed appariranno due finestre; la prima chiamata “Sail dimensions” che serve per l’inserimento dei dati, ed una seconda chiamata “Drawing of the sail…..” sulla quale, viene riprodotto il disegno della vela sulla base dei dati inseriti nella prima finestra.
La prima cosa da fare è dire al programma tramite la finestra inerente all’ inserimento delle dimensioni, che stiamo per disegnare una randa (Main sail) e la posizione del nostro albero, quindi inseriremo l’altezza del boma sull’albero, a partire appunto dal piede d’albero e di quanti gradi desideriamo inclinare il suddetto verso poppa.
Nel mio caso ho inserito 1050 mm. per l’altezza del boma misurati sull’ albero e 2 gradi di inclinazione verso poppa, rilevati sul progetto della barca.
Una volta inseriti questi dati, vanno inserite anche le misure precedentemente rilevate sull’albero, (infieritura, diagonale e base) quindi bisogna decidere quanto allunamento dare sulla diagonale per formare la balumina e a che percentuale intendiamo posizionarlo rispetto alla diagonale stessa.
Nel mio caso ho dato 200 mm. di allunamento posizionato al 50% della diagonale.
Poi è la volta della curvatura da dare alla base e nella mia randa ho dato 55 mm. che viene automaticamente posizionata da Sailcut4 al 50% della lunghezza appunto della base.
Si passa poi alla curvatura sulla ralinga, il cosidetto “giro d’albero” io ho dato 70 mm. posizionat o al 35% dell’infieritura, partendo dal basso.
Bisogna inserire poi la misura del lato superiore, in quanto Sailcut4, considera tutte le vele (anche quelle triangolari) come se avessero quattro lati, in pratica (nel caso di una randa Marconi) il quarto lato è la misura che si intende dare al lato superiore della tavoletta di penna e quindi per la mia vela, ho inserito 70 mm. questo lato, viene posizionato dal programma con un certo angolo, (tra 6 e 62 gradi) il più possibile ad angolo retto rispetto alla caduta della balumina.
Il suddetto angolo, è comunque modificabile a piacere sulla finestra, ma sempre entro il suddetto range.
Con questo sistema, il programma è perfetto anche per disegnare le vele auriche.
Poi si devono inserire i gradi di “svergolamento” che deve avere la penna, rispetto alla base il cosidetto “ Twist angle” nel mio caso ho dato 7 gradi.
Inoltre bisogna inserire la misura della larghezza del tessuto utilizzato (nel caso del Lankotex viene data una misura a piacere, avendo noi a disposizione un telo) e di quanti mm. vogliamo sovrapporre i ferzi per le cuciture.
Nella mia vela ho optato per una larghezza del tessuto pari a 830 mm. ed una sovrapposizione dei ferzi di 15 mm.
L’altezza del tessuto, bisogna darla soprattutto con la funzione di mettere in grado il programma, di poter disegnare la vela con un’angolo di camber dalla penna alla base, abbastanza costante.
Per fare un esempio: se diamo una larghezza di tessuto di 2.000 mm. per una vela la cui infieritura è alta 4 metri, il programma ci disegnerà una vela con soli 2 ferzi e quindi il discorso del camber, come vedremo più avanti, non è più controllabile o quanto meno è controllabile in modo molto approssimativo.
Infine, scegliamo il tipo di taglio che intendiamo realizzare.
Sailcut4, prevede tre opzioni di taglio :
1-Il cross cut
2-Il twist food cut
3-Il Vertical cut
Io per la mia randa, ho scelto il twist food cut
A questo punto, abbiamo inserito nel programma tutti i dati per disegnare la vela, come se fosse piatta e senza camber e mentre noi inserivamo i dati, Sailcut4 disegnava la vela nell’apposita finestra e calcolava la sua superficie, che nel mio caso è risultata essere di 7,15 mq.
Sempre sulla stessa finestra, in alto vi sono dei pulsanti, andando a cliccare su mould troveremo quanto necessario per dare alla nostra vela, anche una forma tridimensionale inserendo i dati per il calcolo del camber.
Il camber, in gergo chiamato “grasso” viene calcolato dal programma in forma percentuale rispetto alla corda, su tre punti della vela e cioè nella parte alta, nella parte centrale e nella parte bassa.
Inoltre bisogna inserire tramite degli appositi cursori, anche a quale percentuale della corda deve essere posizionato il massimo spessore di camber.
Nel mio caso ho dato un 2% sulla parte alta, un 7% sulla parte centrale ed un 9% sulla parte bassa, posizionati tra il 38% in alto ed il 42% nella parte bassa della vela.
Pertanto anche i dati riportati sulla finestra accanto, non si riferiscono alla mia randa.
Inoltre, osservando la finestra di disegno della vela ed agendo sui due cursori posti a sinistra e sopra la finestra stessa, possiamo far ruotare la vela sui suoi due assi, quello verticale e quello orizzontale, osservando visivamente la rotazione grado dopo grado ed in tempo reale.
Tutto questo per poter controllare visivamente il camber e la sua posizione, lo svergolamento tra la penna e la base ossia il twist angle e la posizione verticale del camber sull’intera vela.
Abbiamo anche la possibilità tramite il mouse, di ingrandire le parti del disegno che ci interessano.
Sulla finestra di disegno, si può osservare anche lo sviluppo della vela, in pratica vengono riprodotti i ferzi separatamente.
A questo punto, se siamo soddisfatti della forma che abbiamo dato alla nostra vela e convinti dei dati che abbiamo inserito, il programma ci permette di salvare tutto il lavoro in una cartella, assegnando al file un nome.
Con questo sistema, possiamo disegnare più vele con nomi diversi, paragonandole insieme tra loro e scegliere sulla base dei dati inseriti, quella che più ci piace e più ci convince.
Adesso che la vela l’è bell’e disegnata (Uffff….che sudata!!!!) possiamo passare alla fase di stampa dei disegni.
Sailcut4 oltre a stampare su carta tutti i dati che fin’ora abbiamo inserito, produce anche il disegno in scala della vela nel suo insieme,
quindi anche il disegno sempre in scala di ogni singolo ferzo, completo delle misure arrotondate al mm. da riportare sul Lankotex o sul Dracon, tramite un sistema di coordinate X-Y e dx-dy tenendo conto anche della trama e dell’ordito del tessuto, rispetto alle sollecitazioni che la vela subisce durante la navigazione.
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