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Una volta cucite le guaine sui tre lati, ho inserito il gratile attaccando il messaggero che avevo precedentemente inserito dentro le
Adesso è la volta della realizzazione delle tasche portastecche e relative stecche.
Secondo quanto appreso dai “sacri” testi, per questo tipo di randa è ottimale l’utilizzo di tre stecche equidistanti e perpendicolari alla
lunghezza della diagonale.
La lunghezza delle stecche e delle relative tasche, secondo il libro di E. Marino, va calcolata facendo in modo che la parte di allunamento in coincidenza con la stecca, risulti essere un terzo della lunghezza totale della stecca stessa. Nel mio caso, la stecca centrale essendo al centro della balumina ed avendo dato 200 mm. di allunamento a metà balumina è venuta ad essere lunga 600 mm. |

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Quindi, avendo deciso di fare una stecca larga circa 25 mm. e spessa 2,5 mm. costanti, ho provveduto a tagliare una striscia di Lankotex larga 70 mm. e lunga circa 20 mm. più della stecca.
Questa striscia di tessuto, l’ho cucita sulla vela ancora prima della guaina sulla balumina, facendo in modo che rimanga sotto la tasca vera e propria e in modo che funga da rinforzo.
| Ho quindi tagliato un’altra striscia di Lankotex larga 45 mm. e lunga circa 50 mm più della stecca con un lato tagliato a mò di imbuto, che serve per l’inserimento della stecca e dall’altro lato ho ripiegato i 50 mm. eccedenti, cucendo all’interno un pezzo di elastico, che ha lo scopo di tenere la stecca, una volta inserita a forzare verso l’esterno della vela onde evitare la fuoriuscita accidentale della stecca stessa, durante la navigazione. Per realizzare le stecche, avendo a disposizione un pezzo di laminato in carbonio delle misure adatte, ho provveduto a utilizzare questo materiale, ottenendo così delle stecche “hi-tech”, larghe circa 25 mm. e con uno spessore costante di 2,5 mm. abbastanza flessibili e difficilissime da rompere. |
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Il rinforzo del punto di scotta del fiocco. |
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Il punto di mura, sempre del fiocco |
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.. e la penna. |
Questo è il racconto della mia prima esperienza di “velaio” che auguro di fare a tutti gli autocostruttori di barche, che in quanto tali, sicuramente sono altrettanto capaci di costruirsi anche le vele.
Per quanto mi riguarda, sicuramente è stata un’esperienza gratificante e divertente che senz’altro ripeterò a breve, quando inizierò a costruire le vele in Dacron, sfruttando tutto il bagaglio di esperienza che ho acquisito durante la costruzione delle vele con il Lankotex e vi posso garantire che non è poco. A puro titolo di cronaca, la randa sopradescritta, comprensiva di tutti gli accessori, filo, occhielli, strozzatori, stecche e quant’altro, è venuta a costare meno di 40 €.
Ovviamente se qualcuno è interessato ad autocostruirsi le vele con il Lankotex o con il Dacron, io nel limite della mia esperienza, sono sempre disponibile a qualsiasi chiarimento in merito, quindi non esitate a scrivermi.
Stefano Guazzaroni